Scacco matto in due mosse e l'America's Cup è già finita.
Vela - Vela
Domenica 14 Febbraio 2010 23:07

L'America's Cup è già finita!
Sì, lo ammettiamo, non ci dispiace nemmeno un po', anzi siamo sollevati all'idea che così come è iniziato, l'evento è finito, è passato. Adesso che i due lupi di mare, l'americano e lo svizzero (molto italiano) hanno finito di contendersi la ex-mitica Coppa, possiamo nuovamente sperare che il vincitore nel 2013 organizzi l'evento così come tutti lo abbiamo apprezzato in passato: con la Luis Vuitton Cup, le sfide tra i diversi Challnger, le barche di tanti paesi, insomma qualcosa di più vicino all'edizione 32 che a questa.
Ah, dimenticavamo, hanno vinto gli Americani, annichilendo completamente ogni velleità di Alinghi di competere. Gli esperti naturalmente parleranno di condizioni favorevoli di vento, della penalità inferta al consorzio svizzero, ecc. ecc., ma per chi ha solo guardato in televisione la regata, più per necessità, che per volontà, e magari a discapito di qualche evento più interessante, l'immagine che resterà (si spera per poco) nella memoria sarà quella del favoloso trimarano del signor Oracle che fila via ad una distanza imbarazzante degli inseguitori.
Nient'altro. Verrebbe da dire, senza voler offendere nessuno, "di gran lunga peggio della Formula 1". Sì perchè, per fare un esempio, il solo "finale" della prima regata si può riassumere in: 40 minuti di pura noia. La seconda regata ha avuto una partenza appena appena più emozionante, poi Russell Coutts ha alzato la manina, salutato educatamente il collega Brad Butterworth e si è involato verso la linea del traguardo.
Emozioni... nessuna ed infatti anche i poveri cronisti RAI, encomiabili nel tentativo di rendere non diciamo avvincente, ma almeno interessante, l'evento, continuavano a ripetere che è con grande orgoglio che noi Italiani possiamo vantare ben 18 nostri connazionali nel team di Ellison, di cui due proprio lì, sul trimarano.
Complimenti a loro. E naturalmente, complimenti ai vincitori, incluso il cannibale dell'America's Cup Mr. Coutts.
Vorremmo adesso non sentire parlare più di avvocati, tribunali ed astro-navi a vela. Vorremmo in realtà non sentire parlare più nemmeno di molti dei protagonisti di questa piccola Amercia's Cup. Vorremmo invece tornare a sentire parlare di Mascalzone Latino, Luna Rossa, New Zeeland, Australia, del consorzio spagnolo o di quello francese e così via. Peccato solo che la Coppa emigri dal Mediterraneo, ma forse questo era un male necessario.
A noi poi piacerebbe anche rivedere i monoscafi del passato, anche quelli della passata edizione, ed un po' di sana ed emozionante competizione.
di Roberto Galletti
foto tratta da www.americascup.com
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