Josefa Idem conquista la sua ottava olimpiade
Lunedì 22 Agosto 2011 09:13

Sono passate da poco le 14,30 quando Sefi Idem entra nella leggenda della canoa e di tutto lo sport, azzurro e mondiale: settima nella finale del K1 500 a Londra potrà disputare la sua ottava Olimpiade, un record assoluto al femminile e che anche tra gli uomini pochissimi possono vantare. E’ sul campo gara ungherese di Szeged, che già altre volte le è stato favorevole e ha sempre dimostrato di apprezzare, che l’azzurra raggiunge il traguardo che aveva dichiarato apertamente di voler inseguire già appena tornata da Pechino, con al collo il secondo argento olimpico, dopo quello di Atene, dopo l’oro di Sydney, il bronzo di Atlanta e quello di Los Angeles, quando ancora gareggiava per la Germania.
‘’Voglio Londra – aveva detto – mi sento in grado di conquistarmi la partecipazione ai Giochi 2012 e ci proverò’’. Oggi, nella lotteria olimpica del mondiale ungherese che ha bruciato altre speranze azzurre, il diritto di Sefi Idem di partecipare alla sua ottava Olimpiade è diventato realtà. Mentre la festeggiano e la intervistano, sugli schermi scorrono di nuovo le immagini della sua gara ed è lei che applaude anche il pubblico ungherese, con un tifo da stadio. ‘’Perché è un mito, una leggenda – sintetizza il presidente della federcanoa Luciano Buonfiglio – per loro come per noi’’.
Un mito che, a sentire le prime battute di Josefa Idem dopo il settimo posto che le ha aperto le porte dei Giochi 2012 avrà sicuramente altre occasioni per rafforzarsi. ‘’E’ un record e sono felicissima – ha detto a chi l’ha avvicinata subito dopo la gara – e ora viene il bello, cominciamo a giocare. A Londra non sarà una vacanza vado per vincere’’. Una promessa e come ha già dimostrato solitamente l’azzurra le promesse le mantiene. Nonostante i problemi, nonostante la fatica. ‘’Quando è scesa dalla barca – racconta Guglielmo Guerrini allenatore e marito dell’olimpionica azzurra – la prima cosa che mi ha detto è stata ‘mi dispiace, ho sbagliato partenza’. E’ solo per dire che noi siamo venuti qua convinti di poter fare risultato. Siamo gente così’’. In effetti, conferma poi l’azzurra, qualcosa di più in gara avrebbe ancora avuto da dare, ma non ha voluto rischiare quando s’è accorta che il risultato della qualificazione era raggiunto. ‘’Mi è scivolata la pagaia in partenza – spiega – ho perso qualcosa e sono stata costretta a inseguire. A quel punto ho pensato a controllare’’
‘’Dopo Pechino – racconta ancora Sefi Idem – ho passato tre anni intensi, impegnativi e faticosi. Il prossimo sarà di nuovo impegnativo, ma gioioso e avrò in più la consapevolezza di essere un pezzo di storia dello sport’’. Non la preoccupa sicuramente l’età (compirà 47 anni il prossimo 23 settembre. ‘’Anzi – dice – di parlarne non mi va più e per una come me il cronometro ormai non conta, vale di più l’esperienza’’.
A ricordare che già ai mondiali di Duisburg 2007 Josefa aveva conquistato una qualificazione combattuta per Pechino è ancora Luciano Buonfiglio che conclude: ‘’poi è arrivata una splendida medaglia d’argento, la storia si ripete’’.
da Ufficio Stampa Federcanoa
nella foto Josefa Idem in azione in Ungheria, da www.federcanoa.it
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