Trasparenza stili sportivi

L'ennesima doppietta Red Bull chiude il Mondiale 2011

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Prima curva, REd Bull davanti, poi McLaren e Ferrari

Difficile trovare parole che riassumano il sentire comune sul Mondiale di Formula 1 2011 chiusosi domenica in Brasile diverse da: era l’ora. Persino l’accerchiato direttore del TG1 Minzolini ha pensato bene di scaricare sull’inutilità delle ultime prove della stagione le colpe del calo di interesse verso il Telegiornale che dirige.
Lo strapotere della Red Bull e dei suoi piloti ha trasformato in uno show inutile, senza interesse, senza agonismo, gli ultimi due mesi di gare. Sebastian Vettel ha svuotato di significato i gran premi del Brasile, di Abu Dhabi, dell’India e di Korea (anche se qui c’era ancora in palio il mondiale costruttori). Quindici pole position, undici vittorie per un totale di 392 punti. Una cifra colossale. Una supremazia assoluta.
A qualche lega di distanza la McLaren. Ottima macchina, ottimi piloti, ottimo team, un amalgama però che è arrivato in ritardo, quando dalla scuderia della bibita energetica avevano già spiccato il volo. Ancora più indietro la Ferrari, vittima della confusa scelta tecnica di imitare la macchina dello scorso anno e graziata dal fatto di possedere un Fernando Alonso che, nonostante i detrattori, è un vero valore aggiunto per una scuderia. Scendendo di qualche rampa di scale, Mercedes e Renault. I tedeschi vittime della necessità di marketing di far guidare ancora Michael Shumacher. Basta così, qualcuno si faccia coraggio e gli dica che è tempo di darsi al golf. I francesi vittime della pochezza dei loro piloti (Gravissima l’assenza di Kubica) e, forse, di un team molto più concentrato sullo sviluppo dei motori per la Red Bull, che non sul telaio per la propria macchina. Al piano interrato Sauber, ToroRosso, Force India e Williams, comprimarie, ma dignitose anche se vedere dove naviga oggi la gloriosa Williams lascia un po’ con l’amaro in bocca.
Tutto il resto è inutile noia. Spreco di risorse. A cosa servono Virgin, Lotus, HRT? Pagano per partecipare? Pagano molto? Assolutamente inutili come testimoniato dallo zero in classifica dei loro piloti. Ma quale è il senso di mettere in piedi una scuderia se il massimo dell’aspirazione è di concludere le gare? Chi investe i proprio soldi in un progetto da zero punti?Un sorpasso di una Ferrari ad una Virgin non crea nessun tipo di emozione nello spettatore. Una lotta all’ultimo sangue tra una Virgin ed una HRT per il ventiquattresimo posto non viene nemmeno presa in considerazione dalla regia. E allora, a cosa serve avere ai nastri di partenza dei concorrenti che poi non correranno?
Sono diversi i temi che andrebbero trattati per cercare di rendere la Formula 1 meno noiosa, per permetterle di conquistarsi la stima di Minzolini, ma tra questi non escluderei quello della necessità di avere team inutili in pista.

di Roberto Galletti

 

nella foto Red Bull in testa al via, da www.tororosso.com



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