Trasparenza stili sportivi

Italia avanti in Fed Cup, ma che fatica!

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Schiavone, Pennetta, Vinci e di spalle Errani si abbracciano dopo la vittoria

Una lunga domenica ricca di brividi per i tifosi del tennis azzurro al femminile, quella che le ragazze della nazionale hanno regalato ai 5000 accorsi al Pala Lauretana di Biella. Una domenica perfettamente in sintonia con il clima siberiano o ucraino di questi giorni, ma che si è conclusa con un'esplosione di gioia primaverile grazie alla coppia Pennetta-Vinci che è riuscita a fermare una scatenata Lesia Tsurenko, illustre sconosciuta (un secondo turno agli Australian Open nel suo curriculum tennistico e qualche torneo minore), ma vera spina nel fianco delle ragazze di coach Barazzutti in questo week end piemontese.

Inutile negarlo, la bella ventitreenne di Kiev è stata la mattatrice del week end, la protagonista assoluta, capace di rifilare con un gioco potente e vicino alla perfezione un netto 6-1, 6-2 alla numero undici del mondo, al secolo Francesca Schiavone, e di stendere con punteggio simile nel primo set 6-1, Sara Errani, reduce da uno splendido Australian Open e forse per questo non al massimo, ma il 6-1 3-0 per la Tsurenko non ammette repliche. Il ritiro per infortunio, reale per carità, è parso più una resa davanti alla superiorità indiscutibile dell'ucraina che un dover cedere ad un dolore insostenibile.

Per fortuna, l'Italia è una squadra vera. Quattro giocatrici quattro.

E davanti ad una squadra di questo valore, non basta una giocatrice sola, non è sufficiente. La Bondarenko ha fatto soffrire sia la Errani sabato, che la Schiavone domenica, ma non è stata in grado di sferrare i colpi vincenti al momento opportuno, lasciandosi anche rimontare da vantaggi colossali (il 5-1 contro la Schiavone resterà indelebile a lungo negli incubi dell'altra bella ucraina) e davanti a due strepitose combattenti come le azzurre, non si possono commettere certi errori, è uno dei pochi casi in Italia in cui vige la certezza della pena. Così Sara e Francesca hanno conquistato i due punti che hanno permesso all'Italia di tamponare l'avanzata del rullo-Tsurenko e di lasciare al doppio la parola definitiva sul passaggio del turno.

Anche nel doppio, fuori Errani e Schiavone, per evidenti limiti fisici, l'Italia ha schierato una coppia strepitosa: Vinci-Pennetta. Non giocavano insieme dal 2003. continueranno a non farlo, ma sono due splendide interpreti del gioco in due: la Pennetta è stata nel 2011 numero uno della specialità ed ha vinto gli Australian Open (a fine 2010 aveva conquistato sempre con la Dulko il Masters di doppio). La Vinci era reduce dalla finale degli Australian Open giocata in coppia con la Errani. Insieme, inoltre, Flavia e Roberta hanno vinto il titolo di doppio juniores al Roland Garros 1999.

L'Ucraina ha opposto al duo azzurro una mezza formazione, composta dalla solita Lesia Tsurenko e da Olga Svachuk. Il match è stato una partita ad altissima tensione, la posta in palio era alta e le giocatrici lo sentivano, ma alla fine è emersa la forza del team azzurro, l'esperienza a la qualità di Roberta e Flavia hanno fatto la differenza e l'Italia ha vinto con fatica il primo set, ha regalato il secondo ed ha dominato il terzo. E' lecito pensare che a quel punto la Tsurenko non avesse più energie, visto che aveva giocato anche il singolo, e proprio per questo risulta ancora più evidente la differenza tra un team composto da una giocatrice e qualche spalla ed uno composto da quattro giocatrici vere e complete come è la nazionale azzurra.

Prossimo ostacolo: la Repubblica Ceca di miss Kvitova campionessa in carica di Wimbledon. L'appuntamento è in casa delle avversarie, il 21-22 Aprile e sarà nuovamente l'Italia contro un altro one-woman team, si può fare!

di Roberto Galletti

 

nella foto le moschettiere azzurre, di Costantini, da www.federtennis. it



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