A Melbourne Cipolla e Schiavone in grande evidenza
Lunedì 16 Gennaio 2012 23:35

Prima giornata degli Australian Open ventosa e caldissima (con temperature che si sono avvicinate ai 35 gradi) ed in campo due dei sette tennisti italiani in gara nel primo Slam della stagione (ai sei che erano stati ammessi direttamente in tabellone, si è aggiunto Matteo Viola, autore di una storica qualificazione) e quattro su sei delle tenniste (considerando l'italo-svizzera Romina Oprandi più italo che svizzera).
Il primo a scendere in campo è stato Flavio Cipolla, che ha sconfitto in cinque set il russo Nikolay Davydenko, che a Melbourne vanta quattro quarti di finale (l’ultimo in ordine di tempo nel 2010). Il trentenne russo, oggi sceso al numero 52 del ranking mondiale, ma a lungo tra i top ten (è stato anche numero 3 ed ha conquistato il Masters nel 2009), ha ceduto di schianto nel quarto e quinto set alla maggior freschezza del 28enne tennista romano, arrendendosi con il punteggio di 64 46 36 62 61 in favore di Cipolla dopo tre ore e 21 minuti. E’ stato un match stranissimo, caratterizzato da un numero record di break per un incontro maschile (probabilmente sia Flavio che Davydenko sono stati condizionati dal forte vento sui campi): in tutto sono stati 20 di cui 7 solo nel secondo. Flavio ha avuto a disposizione ben 22 palle break trasformandone 11 (50%), mentre il russo ne ha avute 11 trasformandone 9 (82%). Al secondo turno Cipolla, numero 76 Atp, affronterà il mancino spagnolo Feliciano Lopez (numero 18 del seeding): non ci sono precedenti. In otto partecipazioni al tabellone principale di uno Slam il tennista romano ha perso solo tre volte al primo turno: l'ultima vittoria in cinque set risale agli US Open 2008 quando superò al primo turno il ceco Hernych. Un precedente beneagurante perché in quell'occasione raggiunse poi il terzo turno sfiorando gli ottavi (era avanti di due set contro lo svizzero Wawrinka), suo miglior risultato in un major.
Non è andata bene a Fabio Fognini, sconfitto dal colombiano Alejandro Falla, che proprio la settimana scorsa aveva già dato un dispiacere a un nostro connazionale, battendo Starace a Auckland. L’unico precedente tra i due risaliva alle qualificazioni del torneo di Indian Wells del 2007 ed era stato il sudamericano ad imporsi. Anche questa volta Fabio, ancora non al meglio della condizione fisica, ha finito col cedere in quattro set: 63 62 36 61 per Falla dopo due ore e trenta minuti. Fabio sta curando una fastidiosa fascite plantare che lo ha condizionato durante la preparazione invernale con il nuovo coach Jose Perlas.
Tra le donne non ha tradito le attese Francesca Schiavone, che è stata sorteggiata nella parte alta del main draw, nel quarto di tabellone presidiato da Vika Azarenka. L’azzurra, che è chiamata a difendere il quarto di finale conquistato lo scorso anno dopo la straordinaria maratona vinta sulla Kuznetsova, ha esordito positivamente sulla Hisense Arena superando con un netto 61 63, in un poco più di un’ora, la spagnola Laura Pous-Tio, numero 74 del mondo e già battuta nell’unico precedente, ormai datato, svoltosi a Bali nel 2005. Poco più di un allenamento per la trentunenne milanese, apparsa in ottime condizioni di forma, proprio su quella Hisense Arena dove dodici mesi fa aveva eliminato la russa Kuznetsova al termine di un match entrato nella storia degli Slam, il più lungo a livello femminile, durato quattro ore e 44 minuti, dopo aver salvato 6 match point. Al secondo turno per la “Schiavo”, derby al secondo turno con Romina Oprandi. L’italo-svizzera ha infatti battuto la bielorussa Anastasiya Yakimova, numero 62 del mondo, per 64 61 in un’ora e venti minuti. Due i precedenti tra Francesca e Romina: la milanese se li è aggiudicati entrambi (il primo nel 2006 agli US Open, il secondo nel 2007 a Barcellona). Per la Schiavone, poi, eventuale terzo turno con la Goerges, e ottavi con la Radwanska. La trentunenne milanese è alla presenza numero 46 consecutiva negli Slam, la striscia migliore tra le giocatrici attualmente in attività.
Delude invece all’esordio Flavia Pennetta, testa di serie numero 20, sconfitta in tre set dalla qualificata russa Nina Bratchikova, numero 136 del mondo: 63 16 62 lo score in favore della 26enne tennista dell’est in un’ora e 29 minuti. La brindisina, reduce dal ritiro per un problema alla schiena nel torneo di Auckland e non ancora in perfette condizioni fisiche, dopo un primo set sotto tono, sembrava aver ripreso il pallino del match nel secondo. Poi sull’uno a uno della terza e decisiva partita, il crollo con la Bratichkova che ha infilato un parziale di cinque game a uno. Erano quattro anni che Flavia non perdeva con una giocatrice così indietro in classifica: Bogotà 2008, contro l'argentina Jozami.
Peccato perché al secondo turno per la brindisina, c’era la possibilità di un derby: la Bratichkova affronterà infatti Alberta Brianti, che ha sconfitto per 62 75 in un'ora e 41 minuti la statunitense di origini italiane Irina Falconi, numero 83 del mondo. Classe 1990, la tennista yankee era stata battuta dalla parmense anche pochi mesi fa a Dallas. In tutta la carriera Alberta ha vinto sei match nei tornei dello Slam, di cui 5 a Melbourne e Wimbledon. Insomma gli Australian Open le portano fortuna. Uno a uno i precedenti tra la trentunne di Parma, numero 71 Wta, e la Bratichkova, ma entrambi abbastanza datati: nel 2004 successo della russa sulla terra rossa a Taranto, nel 2006 rivincita dell'azzurra sul cemento indoor a San Pietroburgo.
Da martedì in campo tutti gli altri.
da Ufficio Stampa Federtennis
nella foto Flavio Cipolla in azione, da www.federtennis.it
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