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Italia ancora regina della scherma dopo i mondiali di Parigi

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Un assalto tra Francia e Ungheria nella gara a squadre di spada con il fracnesce che affonda mentre l'ungherese si difende

L’Italia lascia il Grand Palais di Parigi con la consapevolezza della leadership mondiale. Gli azzurri infatti conquistano la vetta del medagliere e la Coppa delle Nazioni.
Due medaglie d’oro (Elisa Di Francisca nel fioretto femminile individuale e nella prova a squadre di fioretto femminile), tre medaglie d’argento (Arianna Errigo nel fioretto femminile individuale, prova a squadre di fioretto maschile e prova a squadre di sciabola maschile) e due medaglie di bronzo (Valentina Vezzali nel fioretto femminile individuale e Nathalie Moellhausen nella spada femminile individuale).
Sette medaglie che ribadiscono il ruolo dell’Italia quale prima potenza mondiale della scherma.
“Ancora una volta chiudiamo un Campionato del Mondo da primi nel medagliere – è il bilancio del Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso -. Il bottino di sette medaglie è per noi motivo di orgoglio. Questo Campionato del Mondo ha infatti mostrato come la scherma internazionale sia profondamente diversa rispetto a quella che era negli anni Settanta, Ottanta e primi anni Novanta, quando alcune Nazioni erano definite “cuscinetto”. Adesso non deve sorprendere il dato che vede i sei titoli individuali essere stati assegnati a sei Nazioni diverse, segno tangibile di come vi sia un livellamento mondiale. Primeggiare nel medagliere e vincere la Coppa delle Nazioni con due ori, tre argenti e due bronzi, deve dunque inorgoglire la scherma italiana e farci riflettere. Tra l’altro – prosegue ancora Scarso – non possiamo non considerare i due argenti delle prove a squadre (Fioretto maschile e Sciabola maschile) dei “mezzi ori”, dato che solo per pochissime stoccate non abbiamo vinto dei titoli. Ma la soddisfazione maggiore che arriva al termine di questi Mondiali è data dal processo di ricambio generazionale che si è palesato essere in atto. Atleti giovani, poco più che ventenni come Arianna Errigo (argento nel fioretto femminile, ndr), Irene Vecchi, Luigi Samele e gli esordienti Giorgio Avola ed Enrico Garozzo, si sono ben comportati e, anzi, in alcuni casi hanno conquistato piazzamenti migliori rispetto ad atleti più esperti e più quotati”.
Il Presidente Scarso analizza poi le singole armi. “Il fioretto femminile – prosegue il vertice federale – è il nostro punto di forza. La scuola italiana del fioretto, con i suoi Maestri e le società, continua a regalarci soddisfazioni. Vedere il podio occupato per tre/quarti da nostre atlete è stata un’emozione unica. Nel settore maschile siamo giunti a due stoccate dal titolo iridato a squadre, mentre l’esito della prova individuale ci ha fatto maggiormente apprezzare le vittorie degli anni scorsi e soprattutto comprendere come non sia scontato essere lì sul podio. Nella sciabola individuale, sia al maschile con Gigi Tarantino che al femminile con Irene Vecchi siamo arrivati quinti, ad un passo dal podio. A squadre l’argento è un ottimo risultato, anche se lascia non poco rammarico. In ambito femminile, sappiamo che paghiamo lo scotto culturale, tutto italiano, di un’arma che è stata vista nei primi anni come una “succursale” del fioretto. Bisogna crescere, con tranquillità, senza fretta. Sono ottimista”.
Discorso a parte la spada. “E’ necessaria una buona dose di tranquillità nell’ambiente – dichiara Scarso -. Incontrerò il Commissario tecnico Sandro Cuomo per un colloquio per una disamina del settore. Lo feci anche all’indomani dei Mondiali di Lipsia2005 con il compianto Carlo Carnevali. Anche in quel caso si arrivava da un Mondiale poco fortunato. Siamo riusciti a fare quadrato ed a permettere al settore di arrivare a Pechino 2008 nelle migliori condizioni. Anche adesso affronteremo, con serenità, la vicenda, tenendo presente che a Londra2012 mancherà la prova a squadre di spada maschile. Non possiamo però – prosegue il Presidente federale – far passare sotto silenzio l’ottimo bronzo di Nathalie Moellhausen nella prova individuale”.
Mentre cala il sipario sul Grand Palais, si pensa già a Catania 2011, ma soprattutto a Londra 2012. “Da domani inizierà la qualificazione olimpica. Mi auguro – conclude il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso – che l’Italia riesca ad essere presente in ogni arma con il numero massimo di atleti permessi dai criteri previsti dal Cio. Sono fiducioso!”.

da Ufficio Stampa Federazione Italiana Scherma

 

nella foto un momento dei mondiali 2010, da www.nationalfencing.com



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