Trasparenza stili sportivi

Il buffo caso della battuta alla coreana

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Giocatori di Roma e Trento discutono sotto rete

Il fatto. Quarto set del match tra la M.Roma Volley ed i Campioni d'Italia, del Mondo, d'Europa, del Quartiere, insomma i campioni di tutto della Itas Trentino Volley. Si porta presso la linea di fondo per servire l'uomo ace per eccellenza, il cubano Juantorena. E' il match ball, Trento conduce 24-17, per l'esattezza i match ball a disposizione sono sette. L'arbitro Luca Sobrero da Carcare (SV) fischia l'autorizzazione a servire ed il braccio più potente della Serie A1 sorprende tutti inventadosi un servizio alla Coreana o Skyball. Palla colpita da sotto e lanciata altissima, in modo da cadere a campanile sul campo avversario. Non una semplice battuta da sotto, ma un colpo non semplice effettuato con il dorso della mano per dare anche effetto.

Risultato. Roma prima costruisce un attacco, murato da Trento, poi rimette la palla in mano agli ospiti che giocano una pipe e chiudono il match.

Prologo. Fischi, proteste, i giocatori di Roma chiedono spiegazioni. Giani accusa di comportamento antisportivo. Anche a freddo Cursano commenta sul sito della M.Roma: “E poi ci lamentiamo dei tifosi. Cose del genere _ inizia _ non fanno altro che aizzarli, esasperare gli animi. In tantissimi anni di attività agonistica non mi è mai capitata una situazione del genere e, badate, ho anche giocato in squadre che hanno vinto, ma che non hanno mai assunto gesti scomposti per irridere gli avversari, né atteggiamenti di sufficienza. Il rispetto verso gli altri è il primo fondamento, nella vita e nello sport, se viene meno chiudiamo baracca e burattini e facciamo un’altra cosa. Quel gesto è ingiustificabile. Non so se lo ha fatto in maniera subdola o inconscia _ continua Corsano _ ma, a mio avviso, anche l’allenatore ha sbagliato, perché se è vero che c’era in atto una scommessa, lui non poteva non sapere, quindi avrebbe dovuto evitare quella battuta, mostrando di essere più lucido, più maturo dei suoi giocatori. Che hanno vinto tanto. Evidentemente la pallavolo la giocano in tanti, ma di uomini ce ne sono sempre di meno”.

In giornata arrivano le scuse di Mosna, presidente del Trentino Volley: "[...] Se fraintendimento c'è stato, però, di certo lo abbiamo procurato noi ed allora è giusto che Trentino Volley si prenda la responsabilità sull'accaduto. Ho invitato in passato e continuerò ad invitare in futuro i nostri atleti ed il nostro staff tecnico ad evitare ogni possibile atteggiamento che possa essere oggetto di polemica o innescare atteggiamenti poco consoni al nostro sport, caratterizzato da persone che si rispettano e stimano anche nel pieno della tensione agonistica e che sanno sempre complimentarsi l'un l'altro al termine di ogni gara”.

Onestamente riteniamo il Presidente Mosna un vero signore, mentre consideriamo la reazione romana del tutto sproporzionata. Se la battuta effettuata da Juantorena è considerabile un atteggiamento antisportivo, allora tutte le finte esultanze messe in mostra da tutti i pallavolisti alla fine di ogni scambio, che non sono altro che un tentativo più o meno palese di condizionare il fischio arbitrale, cosa sono? E le provocazioni sotto rete, che sono ritenute normali, non sono invece anti-sportive? Ma laasciamo stare la pallavolo, che essendo sport senza contatto, deve trovare da qualche parte lo sfogo della tensione, spostiamoci su altri campi.

Se la coreana di Juantorena è antisportiva, il cucchiaio di Totti (e dei suoi emuli) non è altrettanto umiliante per l'avversario?

Nessuno parlò di antisportività quando Michelino Chang servì da sotto contro Ivan Lendl in una mitica finale del Rolland Garros.

Quanti tra coloro che dalle tribune hanno sentito lesa la loro dignità avrebbero saputo effettuare un servizio come quello messo a segno dal cubano della Itas Diatec Trento.

Non crediamo proprio che si debba parlare di civiltà del pubblico romano perchè non ha invaso il campo per farsi giustizia verso i giocatori trentini, quanto successo è la normalità. Nulla di più, nulla di meno. Anzi, se vogliamo, sotto di sette punti, anche fischi e proteste diventano eccessivi.

di Roberto Galletti

 

nella foto spiegazioni sotto rete e fine match, da www.volleyball.it



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