Trasparenza stili sportivi

Italia quarta, niente podio e niente pass olimpico

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Coach Berruto guarda verso il campo mentre l'Italia perde con Cuba

Al Giappone non riesce il secondo miracolo per favorire gli Azzurri, così questa volta l'Italia arriva quarta e dovrà sudarsi il pass per Londra in Bulgaria. La World Cup maschile si chiude con l'Italia di Berruto quarta in classifica, giù dal podio, ma soprattutto senza biglietto olimpico e la prima ed unica causa del mancato raggiungimento dell'obiettivo è l'Italia stessa.

E' vero che il terzo posto è stato sfiorato e solo la differenza set ci ha tolto il podio. E' vero che il Brasile è stato battuto 3-2 e che con lo stesso risultato abbiamo perso dalla Polonia giunta seconda, cosa che dimostra quanto l'Italia sia sul livello delle prime, ma è anche vero che la classifica parla chiaro e dice che gli Azzurri hanno letteralmente buttato via la qualificazione a Londra 2012, perdendo il controllo in maniera casuale lungo il percorso.

La famigerata "continuità" è stata il vero problema degli Azzurri e sotto questa luce, non sono la sconfitta con la Russia e con la Polonia, meritatamente prima e seconda del torneo, ma i tre punti persi con Cuba ad aver condannato l'Italia. Così come i set persi con l'Iran, Argentina, Serbia e USA, frutto di cali di concentrazione che non possono essere il frutto della formula del torneo, duro per tutti, non solo per l'Italia o della preparazione, la squadra è più o meno la stessa degli Europei.

La differenza tra chi vince e l'Italia vista in Giappone sta proprio nella continuità di rendimento che deve mantenersi inalterata per tutto il torneo, e, soprattutto, per tutta l'ora e mezza circa di durata di una partita. Questo invece è stato il punto debole dell'Italia. Una debolezza maggiore di quella mostrata da Polonia e Brasile che hanno anche loro lasciato set e match importanti lungo la strada, ma hanno saputo vincere quando contava.

Detto questo non si può negare a Lasko, Fei e compagni di aver giocato un buon mondiale. Su tutti proprio l'opposto italo-polacco e l'opposto passato al centro. Il primo si è rivelato una vera certezza garantendo centinaia di punti (222 per l'esattezza arrivando secondo per soli tre punti dietro al cubano Hernandez) il secondo dopo anni da opposto ha ricoperto alla perfezione il ruolo di centrale, giocando una Coppa del Mondo ad altissimo livello.

Un gradino sotto ai due, tutti gli altri a pari merito. Compreso coach Berruto, al quale spetta ora il compito più difficile, capire quali siano i limiti psicologici di questa squadra, limiti che l'hanno fermata a pochi centimetri dal traguardo, limiti che devono essere superati se si vorrà vincere a maggio in Bulgaria, nel torneo pre-olimpico di Sofia, dove si troveranno di fronte anche la squadra di casa guidata in panchina da Radostin Stoytchev e con i campo i "trentini" Kaziyski e Sokolov.

di Roberto Galletti

 

nella foto Berruto dopo Cuba, da www.fivb.org



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