Le Azzurre del Volley sul tetto del mondo
Lunedì 21 Novembre 2011 16:40

Campionesse grazie ad una wild card, grazie al Giappone che annichilisce gli States, ma anche, e soprattutto, grazie ad uno spirito di squadra fuori dal comune. Così le ragazze di coach Massimo Barbolini hanno bissato il successo del 2007 e vinto nuovamente la World Cup. Dieci vittorie ed una sola sconfitta per l’Italia in questa Coppa del mondo che doveva garantire alle azzurre il pass per Londra e nulla più e che invece consegna agli annali il secondo trofeo per l’Italia femminile.
Molte luci, naturalmente, pochissime ombre, anche se la vittoria finale è arrivata per merito della vittoria di una encomiabile squadra giapponese. In un torneo di questo tipo, una sconfitta è assolutamente lecita, addirittura preventivabile. Se poi la sconfitta arriva con una delle squadre accreditate per la vittoria finale, e dopo aver vinto una maratona eroica con la nazionale vice-campione d’Europa, il giudizio sulla prova globale non può che essere solo positivo.
Ottimo il lavoro dello staff tecnico, Barbolini e Bracci in testa, ma anche il resto dell’equipe. Favoloso l’impegno messo in campo dalle ragazze. Tutte, dalla Lo Bianco all’Anzanello. Dalla Costagrande alla Sirressi. Nessuna delle giocatrici di questa squadra ha deluso, si è tirata indietro nel momento in cui Barbolini le ha chiamate in causa. Ogni partita è stata giocata al massimo della concentrazione, da quella persa con gli Stati Uniti (chiaramente più forti delle azzurre quel giorno, ma non per tutto il torneo, come recita, correttamente la classifica) a quelle stravinte con Algeria e Kenya.
Una nazionale che avevamo definito Araba Fenice, per come era rinata dopo la debacle europea e che ha addirittura dimostrato di poter andare a Londra, tra circa otto mesi, a giocare per il titolo. Una squadra completa, unita, affiatata e determinata. Gli aggettivi positivi si sprecano e si uniscono ai vari, giovane, dinamica, impertinente.
Inutile entrare nel dettaglio delle competenze ruolo per ruolo, il campo ha dimostrato che questa squadra è vincente, nonostante la mancanza di un opposto titolare. Da oggi alle Olimpiadi c’è poi il tempo per migliorare. Anzi, volendo, a tutti i costi, trovare un problema, un granello nell’ingranaggio, il vero rebus per coach Barbolini sarà decidere se e chi re-integrare. Ortolani? Piccinini? Cardullo? Se è vero che “squadra che vince, non si cambia” spettano scelte difficili al tecnico azzurro.
Nel frattempo riparte il campionato. Stasera per le neo campionesse del mondo e per tutte le alatre si torna in campo.
di Roberto Galletti
nella foto la nazionale sul podio, da www.fivb.org
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