Trasparenza stili sportivi

L'Italia della Pallanuoto è d'argento come a Budapest 2001.

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Foto di Gruppo dell'Italia con la medaglia d'argento degli Europei di Zagabria

Torna su un podio internazionale sette anni dopo il secondo posto dei Mondiali di Barcellona 2003. Dati che danno la dimensione dello straordinario risultato della giovane, ma già grande Nazionale di Alessandro Campagna, che ha ceduto solo alla Croazia del maestro Ratko Rudic, prima nel girone eliminatorio 8-5, poi in finale 7-3, peraltro a Zagabria, davanti a 5000 tifosi nella storica piscina della Mladost.
Per l'Italia si tratta della decima medaglia continentale, secondo argento che segue i successi di Monte Carlo 1947, Sheffield 1993 e Vienna 1995 e cinque bronzi.
Un risultato ottenuto con una squadra cresciuta gradualmente a livello tecnico, tattico, fisico ed emozionale; che ha sopperito alle assenze di Figlioli contro la Spagna vice campione del mondo e di Felugo contro la Germania (dal quarto minuto), l'Ungheria e la Croazia attraverso la forza del gruppo; che ha affrontato alla pari le squadre più forti d'Europa - ad eccezione della Serbia campione del mondo battuta in semifinale dalla Croazia, poi di bronzo  - cosciente delle proprie possibilità, in barba ai pronostici avversi e pronta a stupire, sempre di più.
In pochi, ad eccezione dei protagonisti, immaginavano che una squadra ringiovanita per nove tredicesimi rispetto ai Mondiali di Roma, con sei esordienti agli Europei, potesse raggiungere il podio, tanto meno esibire un gioco così coinvolgente. Gli Azzurri hanno sorpreso tutti per la padronanza nei frangenti in superiorità e inferiorità numerica; hanno divertito, raccogliendo applausi trasversali, attraverso un gioco veloce e dinamico, tendente all'anticipo difensivo, proteso alla controfuga, reso di difficile lettura dagli inserimenti degli esterni e dal movimento delle boe.
A prescindere dal minutaggio, tutti hanno disputato un campionato europeo eccellente. Capitan Tempesti, a tratti insuperabile, e Maurizio Felugo sono diventati i riferimenti principali della squadra, dentro e fuori dall'acqua. L'integrazione di Figlioli, sulla linea di tiro con Presciutti, il mancino Gallo e il talentuoso Luongo, ha alimentato potenza e soluzioni offensive; la crescita di Giacoppo e la determinazione di Bertoli (poche stagioni fa alla Basilicata Nuoto in serie B) hanno consentito la scientifica gestione dei falli e più libertà di movimento a Fiorentini e Gitto; le boe Aicardi e Deserti hanno risposto pienamente alle richieste tecniche, mantenendo la posizione senza subire controfughe, cercando il gol, creando spazi e guadagnando superiorità numeriche. Merita un plauso particolare anche Giacomo Pastorino che non ha toccato acqua: il suo contributo è stato determinante per cementare il gruppo, sia durante gli allenamenti, sia in panchina in veste di primo tifoso pronto a spogliarsi dell'accappatoio all'occorrenza.
Ora, bruciate le tappe, il compito per staff tecnico-sanitario e atleti diventa più difficile: conquistare il pass per le Olimpiadi di Londra 2012 attraverso la continuità dei risultati. Magari tra World League e mondiali di Shangai.

La Partita

L'Italia non sfrutta la prima superiorità numerica, la Croazia sì e passa con Buslje a 2'15. Boskovic raddoppia dal perimetro a 3'20. Sembra in discesa per i croati, con gli Azzurri un po' rigidi. Invece arriva il pari con Luongo, che  riduce lo svantaggio a 3'57 (sn 1/2), e con un diagonale di Figlioli a 7'53. La Croazia torna a segno con Barac (sn 2/3) a 5'03 del secondo parziale, dopo una superiorità numerica fallita per parte, e chiude un secondo parziale molto controllato, durante il quale gli attacchi non hanno trovato sfogo né al centro né sugli esterni grazie all'ottimo, seppur diverso, lavoro delle difese: fisica la croata, protesa al raddoppio e all'anticipo l'italiana. Dobud, in apertura di terza frazione, supera con un tiro a schizzo la marcatura di Luongo e segna il 4-2. Gli Azzurri falliscono due volte l'uomo in più (1/5), i croati non fanno meglio (2/6). A 4'02 l'Italia ottiene la terza superiorità numerica del parziale. Campagna sente la delicatezza del frangente, chiama time out e prova a mettere ordine, ma il fraseggio che porta al tiro Gallo non apre spazi (1/6). Poco dopo gli arbitri - fino a quel momento ineccepibili - entrano in partita. Stravridis ferma per un presunto fallo Presciutti (!), che aveva recuperato palla in difesa e stava avviando l'azione offensiva, e concede l'uomo in più alla Croazia indicando a Figlioli il pozzetto; Tulga nel corso del palleggio butta fuori Giacoppo. Doppia che trasforma Buslje a 6'20 per il 5-2. Dura recuperare tre gol in otto minuti. L'Italia ci prova, ma a 1'23 subisce il 6-2 di Jokovic dal perimetro e a seguire fallisce due superiorità numeriche (1/8). Non ce n'è. Complimenti alla Croazia che arrotonda il divario con Muslim, ancora dal perimetro, a 3'42. L'Italia torna a segnare con Gallo a 4'02 per il 7-3 dopo venti minuti di vani tentativi.

Il Tabellino

Croazia-Italia 7-3
Croazia: Pavic, Buric, Boskovic 1, Dobud 1, Jokovic 1, Muslim 1, Karac, Buslje 2, Sukno, Barac 1, Hinic, Obradovic, Buljubasic. All Rudic.
Italia: Tempesti, Luongo 1, Gitto, Figlioli 1, Bertoli, Giacoppo, Gallo 1, Presciutti, Fiorentini, Aicardi, Deserti, Pastorino. All. Campagna
Arbitri: Stravridis (Gre) e Tulga (Tur).
Note: parziali 2-2, 1-0, 2-0, 2-1. Nessuno uscito per limite di falli. Superiorità numeriche: Croazia 3/7, Italia 1/8. Spettatori 5000 circa. Italia con 12 giocatori a referto per l'infortunio occorso a Felugo (in panchina con l'anulare destro steccato) nei quarti di finale con la Germania. In tribuna il Presidente Paolo Barelli, il Segretario Generale Antonello Panza e il Presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipovic.

Il Commento

Campagna: "Siamo all'inizio di un percorso che desidero ci porti alle Olimpiadi da protagonisti. Non siamo ancora tra le squadre di prima fascia, ma possediamo tutto per arrivarci. Abbiamo giocato un'ottima pallanuoto. Sono orgoglioso dei miei ragazzi e del mio staff. Ci sono mancati solo un pizzico di esperienza e cattiveria in più con la Croazia. Stasera non c'era un giocatore in vasca che avesse disputato una partita importante come questa ed oltre a Felugo, infortunato, avevamo Aicardi a mezzo servizio per fastidiosi problemi intestinali. Comunque, se proprio dovevamo perdere la finale, sono contento sia accaduto contro la Croazia di Ratko Rudic, il mio mentore. Mi hanno chiesto qual è il segreto del nostro exploit. Non c'è. C'è tanto lavoro sinergico con le società, le professionalità specifiche degli staff federali a disposizione di un gruppo votato ad un progetto attraverso programmi estesi agli allenatori dei club, riunioni con lo staff medico e atletico per prevenire infortuni, ottimizzare la condizione fisica e gestire l'emotività, notti a guardare video per rendere il gioco incisivo a seconda dell'avversario, mesi di lavoro con un gruppo di 18-20 ragazzi, di cui solo 13 sono a Zagabria. Ma anche altri avrebbero meritato. Il Polo Natatorio di Ostia è stato un riferimento importante per la preparazione delle Nazionali: abbiamo un centro a nostra disposizione per ottimizzare il lavoro in vasca e a secco, svolgere riunioni e approfondire tutte le tematiche legate alla crescita delle squadre, come i rapporti con gli arbitri e le metodologie di allenamento. La preparazione è stata lunga e articolata. Abbiamo svolto periodici collegiali di verifica; ho girato parecchio per individuare gli atleti che avessero le caratteristiche giuste per creare un collettivo; abbiamo disputato molti tornei ed amichevoli internazionali, anche con alcuni club del nostro campionato per capire come intervenire sulla preparazione. Ho tratto giovamento dai seminari organizzati dalla preparazione olimpica del CONI e dal confronto coi tecnici delle nazionali degli altri sport di squadra. Abbiamo provato a non tralasciare nulla e i risultati sono arrivati, anche prima di quanto si immaginasse. La medaglia della Nazionale maschile segue il successo ai campionati europei nati 1993 e il quarto posto delle selezioni femminili assolute e giovanili. Sono indicazioni confortanti, che evidenziano lo sviluppo dell'intero movimento e la possibilità di lavorare serenamente anche per il futuro. Desidero ringraziare la Federazione Italiana Nuoto per il supporto tecnico e logistico, le società per la collaborazione, i ragazzi per la dedizione al lavoro e al sacrificio. Questa medaglia è di tutti, va tutelata e valorizzata dall'ambiente con responsabilità e orgoglio per raggiungere altri obiettivi prestigiosi. Insieme".

da Ufficio Stampa Federazione Italiana Nuoto

 

nella foto la squadra al completo con la medaglia al collo, da deepbluemedia



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