Che Biella! Piemontesi secondi dietro a Siena
Lunedì 12 Dicembre 2011 22:51

Alla decima giornata il campionato di Basket di Serie A assegna i ruoli definitivi. La sceneggiatura è ormai un grande classico. Siena al comando inseguita da un drappello ridotto di inseguitori. A breve distanza da questi, il gruppone delle squadre a caccia di un posto nei play off, o alla Final Four di Coppa Italia, ma senza vere ambizioni di successo. Il gruppone si sfilaccia dietro perdendo per strada i predestinati al ritiro, ovvero alla retrocessione.
Fatto il canovaccio sulla falsa riga della trama degli ultimi campionati, ecco le novità. La prima si chiama Angelico Biella. La squadra di coach Cancellieri è la lieta sorpresa del torneo. Con la vittoria di sabato sulla Virtus Bologna ha conquistato un meritato secondo posto in coabitazione con l'EA7 Emporio Armani Milano. Considerato il tipo di squadra, la dimensione della realtà locale, la politica di rinnovamento perenne del roster, è un vero miracolo.
La seconda, più che una novità, è un'anomalia. Parliamo, naturalmente del diciassettesimo posto della Tercas Teramo. Il diciassettesimo posto non dovrebbe essere previsto dal massimo torneo di Basket italiano, ma non per questioni scaramantiche, solo perchè Teramo dovrebbe essere in Legadue. Qui potrebbe disputare un campionato degno di questo nome. Teramo giocherà in Legadue il prossimo anno e non capiamo quale vantaggio abbia tratto dal restare in Serie A a tutti i costi. Forse il gusto masochistico di vincere solo contro le due squadre più ambigue e decadenti della lega: Bologna e Pesaro.
La terza è l'Umana Reyer Venezia, che veleggia nel gruppo degli inseguitori mentre avrebbe dovuto, secondo i regolamenti, giocare in Legadue. Ieri sera la corazzata Milano ha quasi alzato bandiera bianca contro i ragazzi di coach Mazzon. E parlando di Milano si passa ai punti fermi del basket italico degli ultimi anni.
Dietro Siena il vuoto, con la sola eccezione di Cantù, unica a provarci seriamente. Bologna tergiversa, come suo solito. Caserta gioca un bel basket, ma è fragile nelle fondamenta, vedasi dirigenti e soldi. Pesaro è l'ombra sbiadita della squadra dominante degli anni ottanta. Roma ha fondamenta solide, sui cui però sembra non sapere cosa costruire. E poi c'è Milano. La partita di Milano di domenica sera ha confermato una regola base del basket, per vincere servono un play ed un pivot di valore. Sempre sotto con la neo-promossa Venezia (oltre tutto costretta al campo neutro) ha ribaltato il risultato con in campo Giacchetti e Rocca, un play vero (che non suscita la nostra ammirazione, ma che è senza dubbio un play maker) ed un pivot anomalo, ma terribilmente efficace per grinta e caparbietà. Senza Jacopo Giacchetti, Milano oggi avrebbe almeno due punti in meno. Così come sarebbero molti meno i punti che avrebbe la Benetton senza Becirovic, per non dire della Virtus senza McIntyre. McIntyre è andato via da Siena, i toscani hanno preso un sosia. E se il sosia non ce la fa, c'è uno dei migliori play europei, Zisis. A Milano hanno un grande allenatore, ma sbagliano play. Cook è un buon passatore, ma non è un play.
Domenica prossima, finalmente, qualcuno fermerà Siena. Il calendario. Ultima chiamata per Milano e Cantù per farsi sotto? Per entrambe impegni agevoli, a differenza di Biella che va a Varese, per cui o Siena la sia aggancia ora o la si raggiunge ai play off.
di Roberto Galletti
nella foto di repertorio Sani Becirovic in azione, da www.benettonbasket.it
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