Trasparenza stili sportivi

Anna e Carlotta, un altro oro ed un altro bronzo da Singapore 2010

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Carlotta Ferlito, prima da sinistra, mostra sorridente il suo bronzo

Dopo il primo giorno di digiuno, coinciso casualmente con Venerdì 20, sabato 21 gli atleti azzurri delle Olimpiadi Giovanili tornano a riempire il medagliere dell'Italia. Son due ragazze a salire sul podio nella ginnastica artistica e nella regina degli sport: l'atletica leggera, non solo, ma tra le varie specialità dell'atletica in una all'Italia particolarmente cara: la marcia. Le due principesse di oggi si chiama Carlotta Ferlito, al suo secondo alloro in questa grande manifestazione ed Anna Clemente che nella marcia, sui 5000 m, trova addirittura l'oro.

Carlotta Ferlito

Carlotta Ferlitto non si ferma più e conquista la medaglia di bronzo al volteggio con la media di 13.700, precedendo di appena 38 millesimi di punto la nipponica Natsumi Sasada. La ginnasta della GAL Lissone, a sua volta, è arrivata ad appena un decimo dall’argento, finito al collo della spagnola Maria Vargas (13.800). Campionessa olimpica giovanile di specialità sui 25 metri l'inarrivabile russa Viktoria Komova con il totale di 15.312. Per l’azzurrina allenata da Paolo Bucci, Claudia Ferrè e Tiziana Di Pilato, si tratta della seconda medaglia di bronzo personale, dopo quello ottenuto nel Concorso Generale. “Peccato, avevo il secondo posto a portata di mano – ci dice la Ferlito in mixed zone – Purtroppo ho fatto due passi lunghi sia sullo Yurchenko avvitato (la prima delle due esecuzioni pagata 13.900 dalla giuria YOG) che su quello teso (13.500), malgrado entrambi i salti siano stati alti e dinamici. Quando sono partita non mi aspettavo di salire così spesso sul podio. Adesso c’ho preso gusto”. Carlotta, che per età e prestazioni nella suo sport è forse quella che ha più chance di partecipare ai Giochi di Londra dell’intera missione presente a Singapore, deve ancora affrontare due finali per attrezzo, la trave e il corpo libero di domani. “La trave è un terno al Lotto, può succedere di tutto - prosegue la 15enne siciliana – io ho una motivazione particolare, voglio cancellare il ricordo della caduta agli Europei di Birmingham. Se sarò appagata dopo due medaglie già vinte? Macché, l’appetito vien mangiando”.  Appena il tempo di rifiatare e “Carlo”, come la chiamano le compagne, chiude in settima posizione alle parallele asimmetriche. Tra gli staggi della Bishan Sports Hall aveva ottenuto il medesimo punteggio dell’olandese Tess Moonen, 12.275, che le è finita davanti per i parziali. Adesso la piccola della Lissonese è l’atleta più decorata di tutta la delegazione CONI, insieme al ranista Flavio Bizzarri (oro nei 200 rana, bronzo nei 100) e potrebbe rimanerlo da sola, incrementando ulteriormente il suo bottino nelle due finali ancora a disposizione. “Sono caduta su una gran volta che si impara a due anni – ci racconta Carlotta, che senza quell’errore poteva addirittura ambire all’argento nella specialità per lei notoriamente più ostica – Dal prossimo anno dovrò competere con le senior, quindi da settembre si torna al lavoro per aumentare le difficoltà degli esercizi. L’obiettivo è entrare tra le prime otto squadre ai Mondiali di Tokyo, così da strappare subito il biglietto per Londra. Un modello? Mi piace tanto la Komova (la russa che ha Singapore ha vinto finora tre ori su tre, ndr.) e mi ispiro a Nastia Liukin e Shawn Johnson, due campionesse con il sorriso. Anche io rido sempre”. Ne ha ben donde.

Anna Clemente

Parte subito forte l'atletica azzurra nella prima sessione dedicata alle finali olimpiche giovanili: nella marcia 5000 metri la pugliese Anna Clemente conquista la medaglia d'oro con una prestazione quasi da atleta consumata, a dispetto della giovanissima età (16 anni compiuti in gennaio). Il risultato è frutto di una condotta di gara estremamente giudiziosa: "Conosco le avversarie, so bene chi devo tenere d'occhio", già nel piano tattico preventivo Anna ha dimostrato la sua maturità. Ha seguito il suo ritmo nella sparata iniziale delle rivali, poi le ha infilate quando le altre sono via via calate alla distanza. Per vincere il titolo olimpico al Bishan Stadium, la ragazza di Laterza (Taranto) ha dovuto migliorare non solo sè stessa (aveva 23'00"9 di limite personale, stabilito pochi giorni prima della partenza per l'Oriente), ma anche il primato italiano allieve detenuto dalla sua compagna d'allenamento Antonella Palmisano, già nota per l'argento europeo juniores 2009 e la vittoria nella Coppa del Mondo di categoria nello scorso mese di maggio: 22'27"38 per la neo-campionessa olimpica, contro il 22'58"52 della Palmisano, risalente ai Mondiali "under 18" di Ostrava 2007. Anna Clemente è una che impara presto dalle sue esperienze: i Trials europei di Mosca, a maggio, le avevano consegnato il passi per i Giochi di Singapore con qualche sofferenza. Allora aveva preteso troppo, seguendo dal primo metro il passo baldanzoso delle avversarie: e aveva agguantato la qualificazione con qualche patema di troppo rispetto alle previsioni. Al Bishan Stadium Anna ha costruito il capolavoro tattico della sua ancor giovanissima carriera: passaggi giudiziosi, chilometri scanditi quasi da un cronometro interno (4'24" - 8'51" - 13'22" - 17'56") e - a tre giri dalla fine - già il bronzo in tasca, nel momento in cui l'irlandese Kate Veale si è staccata dal gruppo di testa. Ma davanti si sta consumando un piccolo grande dramma, che vede protagonista l'ucraina Galchenko, leader provvisoria con la russa Leontyeva a ruota: la ragazza ucraina sente improvvisamente il peso della fatica, marcia in maniera sempre più scomposta, si imballa, perde quasi il passo. L'azzurra raggiunge la russa ed entrambe partono all'inseguimento della Galchenko: poco prima dell'ultima curva il ricongiungimento è completato, con Anna ormai padrona della situazione, e l'ucraina crolla sul piano fisico e nervoso, accasciandosi quasi sul prato. Alla fine l'oro è italiano, mentre la cinese Mao Yanxue supera la Leontyeva e si aggiudica l'argento. La Galchenko, per la cronaca, finisce praticamente distrutta e al passo: subito dopo il traguardo viene soccorsa dal servizio d'emergenza. Anna è raggiante, chiede subito di "Tommaso", ossia del suo tecnico Tommaso Gentile: un punto di riferimento ormai insostituibile per la marcia italiana. Proprio al "pasionario" del tacco e punta pugliese, che a Mottola e dintorni ha dato vita con l'Atletica Don Milani ad un fenomeno di portata ormai mondiale, il coordinatore federale del settore Vittorio Visini ha tenuto a recapitare un messaggio di congratulazioni: "Ha lavorato in modo splendido in questi anni, dando una dimostrazione di quali siano le potenzialità del nostro sport anche nei piccoli centri: ho insistito, insieme con Tonino Andreozzi, perchè Tommaso venisse coinvolto anche nella struttura federale, acquisendo esperienze utili in occasione di grandi manifestazioni internazionali. Questo nuovo successo è l'ennesima dimostrazione delle sue capacità di tecnico e reclutatore". Perchè ci vuole pazienza, soprattutto con i giovani, e perchè agli errori si può anche porre rimedio: come nel caso di Anna, che dalla sofferenza di Mosca è arrivata ai fasti olimpici di Singapore. Il podio dei 5000m di marcia: 1.ANNA CLEMENTE 22'27"38 (rec. It. Allieve: prec. 22'58"52 Antonella Palmisano Ostrava 2007), 2.Mao Yanxue CHN 22'29"42, 3.Nadezhda Leontyeva RUS 22'35"05.

da Ufficio Stampa FIDAL e Federginnastica

 

nella foto Carlotta Ferlito sul podio con la medaglia di bronzo, di A.Bizzi, da www.federginnastica.it

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