Francesco Molinari vince l'HSBC Champions superando di un colpo Westwood

Con una prestazione veramente straordinaria, rimanendo in testa dall’inizio alla fine, Francesco Molinari ha vinto con 269 colpi (65 70 67 67), diciannove sotto par, l’HSBC Champions, il quarto e ultimo torneo stagionale del WGC (World Golf Championships) svoltosi allo Sheshan International GC (par 72) di Shanghai in Cina.
Il torinese, che conquistando il secondo titolo in carriera si è fatto un bel regalo per il 28° compleanno che festeggerà domani, 8 novembre, ha battuto di un colpo l’inglese Lee Westwood (270 - 66 70 67 67) dopo un duello estenuante, combattuto sul filo dei nervi con il neo numero uno mondiale costretto a inseguire vanamente, sempre in perenne ritardo di uno o due colpi. Gli altri hanno potuto competere solamente per il terzo posto, che è stato appannaggio dell’inglese Luke Donald (279 - 68 70 68 73) e dello scozzese Richie Ramsay (279 - 69 68 71 71), i quali hanno accusato un distacco pesantissimo di ben dieci colpi, un numero che serve anche a dare una precisa indicazione sulla qualità del gioco espresso dai due protagonisti.
Al quinto posto si è classificato l’irlandese Rory McIlroy con 280 e al sesto con 281 un gruppo di sette concorrenti composto da Tiger Woods, che ha offerto lampi di bel gioco deliziando i tanti spettatori cinesi che lo hanno seguito, dai sudafricani Retief Goosen ed Ernie Els, dagli svedesi Peter Hanson e Fredrik Andersson Hed, dall’inglese Paul Casey e dall’australiano Richard Green. Sono andati a fasi alterne l’inglese Ian Poulter, lo svedese Henrik Stenson e il sudafricano Jaco Van Zyl, 13.i con 282, l’irlandese Padraig Harrington, 16° con 283, e l’australiano Adam Scott, 25° con 285, mentre è apparso in grande affanno Phil Mickelson, 41° con 289.
Ha ottenuto lo stesso piazzamento del mancino statunitense anche Edoardo Molinari (289 - 72 71 76 70) ed è terminato 53° Matteo Manassero con 293 (71 70 81 71), che hanno pagato forse troppo pesantemente le amnesie del terzo giro. Comunque a Manassero va riconosciuto di essere arrivato a disputare un torneo del WGC ad appena diciassette anni e dopo soli sei mesi di professionismo. Nel 70 conclusivo di Edoardo Molinari quattro birdie e due bogey, nel 71 di Manassero tre bridie e due bogey.
Francesco Molinari ha firmato il 15° successo italiano da quando è stato istituito l’European Tour e il quarto stagionale azzurro dopo quelli del fratello Edoardo (Scottish Open e Johnnie Walker Championship) e di Manassero (Castello Masters). Non era mai accaduto che tre atleti di casa nostra si imponessero nella stessa stagione. Molinari ha conseguito il secondo titolo al 172° torneo disputato (cinque da dilettante), a distanza di quattro anni dal primo (Open d’Italia, 2006). Nelle 125 gare a cui a partecipato tra i due allori si è classificato per sei volte secondo, due delle quali dopo play off (Hong Kong Open, novembre 2008, e Open de France, 2010). E’ al primo titolo WGC ottenuto alla quinta presenza in tali tornei riservati ai migliori giocatori del mondo. Ha guadagnato 860.153 euro (su 4.988.200 euro in palio), il più alto premio della carriera ed è salito al quarto posto nell’ordine di merito continentale con 2.201.614 euro (in vetta Martin Kaymer con 3.207.229, ottavo Edoardo con 1.785.937 e 46° Manassero con 667.361). Ha superato i sei milioni di euro vinti complessivamente. Si è guadagnato tre anni di esenzione ed è entrato tra i top 15 del world ranking. Infine la vittoria di due fratelli nello stesso anno sul tour si era registrata solo nel 1983, quando ad andare a segno furono Severiano e Manuel Ballesteros.
Molinari, come era già accaduto nei turni precedenti, ha iniziato anche il giro finale con un colpo di vantaggio su Westwood, divenuti due alla seconda buca. Entrambi hanno segnato birdie alla 3, alla 5 e alla 8, poi l’inglese ha accorciato le distanze alla 10. Il torinese ha avuto la forza di mantenersi sempre lucido e reattivo contro un avversario implacabile sul green, dove imbucava da tutte le posizioni. Molinari aveva l’occasione per riportare il margine a due colpi, ma falliva un putt molto corto. Poco dopo, alla buca 16, avveniva la svolta. Westwood non ha trovato la pista, poi ha sbagliato un approccio ma ha recuperato il par con un maestoso putt. Molinari, però, ha piazzato la palla quasi in bandiera e ha ottenuto il birdie. Sull’ultima buca il torinese ha scelto la prudenza confezionando un par su misura, ma Westwood ha tentato l’impossibile e si è procurato un lungo putt per l’eagle che gli avrebbe regalato lo spareggio. Lo ha mancato di poco.
Non ci sono state falle nel gioco di Molinari, che ora si avvale anche di un ottimo feeling con il putter e con una media putt che è scesa di circa cinque punti. A dare ancor più spessore alla sua impresa un avversario che non ha segnato bogey nelle ultime 43 buche.
I commenti
L’elogio migliore per il vincitore è arrivato proprio da Westwood: “Non c’è niente di negativo nella mia prova, a parte il fatto che non ho vinto. Ho segnato solo due bogey in tutta la settimana. A volte però qualcuno gioca un po’ meglio e Molinari lo ha fatto. Nelle 36 buche effettuate insieme è stato impeccabile, quando non ha preso i green ha sempre recuperato con il gioco corto. Ha meritato il titolo”.
Ha detto Molinari: “Sono stupito per come ho giocato, perché avere sempre dietro a un colpo il numero uno mondiale non rende le cose agevoli. Sono comunque rimasto abbastanza tranquillo, o almeno per quanto lo si possa essere in simili condizioni. Per arrivare a questo titolo ho dovuto fare un lungo cammino. La gente spesso mi diceva: se devi attendere così a lungo per un secondo successo, che almeno sia qualcosa di speciale. E penso che lo sia stato. E’ stata decisiva la buca 16, dove Westwood ha commesso uno dei pochissimi errori della sua gara. Forse è andato sotto pressione nell’effettuare il chip, perché la mia palla era vicina alla buca e avevo l’occasione del birdie, che poi è arrivato. Io, però, ho effettuato un gran colpo: evidentemente era la mia giornata. Per tutto il torneo ho cercato solo di fare il mio gioco, colpo dopo colpo, senza altri pensieri e la tattica ha funzionato. Una stagione straordinaria del golf italiano? No, credo che le cose siano cambiate da almeno quattro anni”.
Il presidente della FIG Franco Chimenti ha così commentato: “La soddisfazione è immensa, anche se non sono sorpreso. Io avevo detto, in occasione di altri momenti così felici, che sarebbero arrivati ancora successi, perché abbiamo tre grandissimi giocatori capaci di tutto e ai quali non è precluso nessun traguardo. E sono convinto che siamo ancora agli inizi. Mi ha fatto particolarmente piacere aver ricevuto le congratulazioni del presidente del CONI Gianni Petrucci, del Segretario Generale Lello Pagnozzi e dell’on Rocco Crimi, Sottosegretario allo Sport”.
Complessivamente le vittorie stagionali dei pro italiani sono salite a dieci: a quelle sul tour continentale vanno aggiunte le altre ottenute da Alessandro Tadini nel Challenge Tour (Credit Suisse Challenge), le quattro nell’Alps Tour, tre di Matteo Delpodio (Peugeot Tour El Escorpion, Open International de Normandie, Masters 13) e una di Nunzio Lombardi (Open International d’Ile de France) e quella di Marco Crespi nello Stage1 della Qualifying School. Inoltre Delpodio si è imposto anche nell’ordine di merito dell’Alps Tour.
da Ufficio Stampa Federazione Italiana Golf
nella foto Francesco Molinari in azione nel torneo, da www.dailymail.co.uk
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