Manassero trionfa in Spagna, è il più giovane vincitore di sempre nell'European Tour

Straordinario Matteo Manassero. Il veronese ha vinto il Castello Masters Costa Azahar, disputato al Club de Campo del Mediterraneo (par 71) a Castellon, nei pressi di Valencia, in Spagna, appena alla 14ª gara da professionista, divenendo a 17 anni e 188 giorni di età il più giovane vincitore nell’European Tour.
Manassero ha concluso con 268 colpi (68 66 67 67), sedici sotto par, con ben quattro di vantaggio sullo spagnolo Ignacio Garrido (272 - 70 66 68 68) e cinque sull’olandese Joost Luiten, sull’irlandese Peter Lawrie, sullo svedese Christian Nilsson e sull’inglese Gary Boyd, che è stato il suo unico vero antagonista e che ha ceduto solo nelle buche finali. Al settimo posto con 274 lo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño e all’ottavo con 275 il francese Jean-Baptiste Gonnet, l’austriaco Martin Wiegele, il belga Nicolas Colsaerts, lo svedese Peter Hedblom e lo spagnolo Carl Suneson. E’ uscito al taglio Emanuele Canonica, 110° con 149 (76 73).
Manassero ha iniziato il giro finale con due colpi di ritardo da Boyd recuperandone uno dopo sei buche. Il distacco è poi rimasto invariato al giro di boa. In questa fase Manassero ha un po’ sofferto ed è stato costretto anche a qualche recupero difficile. Alla buca 11 Boyd ha nuovamente allungato con un birdie ed è stato sul punto di portare a tre i colpi di margine quando alla 12 Manassero ha sbagliato un approccio rischiando il bogey. Ha però messo a segno un putt di media lunghezza che gli ha dato il morale giusto. A quel punto ha dato una svolta decisa alla gara con tre birdie consecutivi, l’ultimo con un gran putt dalla distanza che lo ha portato due colpi avanti essendosi combinato con un bogey di Boyd. L’inglese subito dopo ha alzato bandiera bianca spedendo la palla in acqua e Manassero, con quatto lunghezze di margine, ha giocato le ultime due buche nella maniera giusta, ossia senza correre rischi, anche se sull’ultima è andato a cercare la bandiera. Quello che ha impressionato del veronese è stata la grande padronanza del gioco nel momento decisivo della gara, quando i suoi rivali, persino quelli che lottavano solo per il secondo o terzo posto e che forse erano meno sotto tensione, hanno avuto dei problemi.
Manassero ha firmato la nona vittoria stagionale individuale dei pro italiani in un anno in cui i fratelli Edoardo e Francesco Molinari hanno fatto parte della squadra europea di Ryder Cup che ha battuto gli Stati Uniti.
Gli altri successi sono stati ottenuti da Edoardo Molinari nell’European Tour (Scottish Open, Johnnie Walker Championship), da Alessandro Tadini nel Challenge Tour (Credit Suisse Challenge), nell’Alps Tour da Delpodio (Peugeot El Escorpion, Open International de Normandie, Masters 13) e da Nunzio Lombardi (Oper d’Ile de France), mentre Marco Crespi si è imposto nello Stage 1 della Qualifying School europea al CG Bogogno. Inoltre Delpodio ha vinto l’ordine di merito dell’Alps Tour.
Manassero, come detto, è il più giovane giocatore ad aver vinto nel circuito. Il precedente record era del neozelandese Danny Lee che, nello status di dilettante, fece suo il Johnnie Walker Classic (2009) a 18 anni e 213 giorni. Inoltre con il titolo il veronese è diventato ufficialmente membro dell’European Tour e anche in questo caso con un primato che ha tolto a Severiano Ballesteros il quale, quando è entrato nel 1974, aveva 17 anni e 200 giorni.
Manassero era già stato il più giovane a imporsi nell’Amateur Championship e nel World Ranking dilettanti. Avrà due anni di esenzione nel circuito continentale. E’ stato il 13° ‘primo vincitore’ della stagione e il terzo a cogliere il titolo dopo aver ricevuto un invito dagli sponsor: gli altri sono stati Simon Khan (BMW PGA Championship) e Peter Hanson (Czech Open).
Con i 333.330 euro di prima moneta (su un montepremi di 2.000.00 di euro) è salito al 44° posto nella money list con 641.198 euro, raccolti in nove delle dieci gare del tour, disputate nell’arco di appena sei mesi, in cui è andato a premio. E’ entrato tra i primi cento del World Ranking.
I Commenti
“Ho sempre lavorato - ha detto a caldo Manassero - per arrivare a vivere questo momento dalle sensazioni incredibili, forse uniche. Ho avuto molte difficoltà tra la buca 9 e la 12 e credo che quel putt per il par, proprio alla 12, che mi ha permesso di non perdere altro terreno da Boyd, sia stato determinante, Poi il successo si è concretizzato sui tre green successivi, ma quel putt ha cambiato la gara. Il mio avversario era molto nervoso nel finale, ma lo ero anche io. Facevo finta di essere calmo, ma non era affatto così. La vittoria? E’ arrivata molto prima di quanto pensassi, chissà forse anche troppo presto. Il mio obiettivo quest’anno era solo quello di conquistare la ‘carta’ per l’European Tour. Il titolo mi apre nuove opportunità e potrò giocare molti tornei importanti. Mio padre? Credo che seguendomi si sia divertito come mi sono divertito io”.
Il presidente della Federazione Italiana Golf Franco Chimenti, attualmente in Argentina per seguire le squadre azzurre impegnate nei Campionati Mondiali dilettanti a squadre, ha espresso la sua piena soddisfazione: “Ho seguito minuto per minuto, via telefono, la gara di Manassero e non avevo dubbi che lo straordinario talento di questo giovanissimo finisse per esprimersi a tali livelli in tempi brevi. Quest’anno l’Italia avrà tre giocatori al Dubai World Championship, la gara finale dell’European Tour dove vi saranno molti tra i pro più forti a livello mondiale: un evento che era difficile prevedere solo un anno addietro e che inorgoglisce tutto il movimento golfistico nazionale”.
da Ufficio Stampa Federazione Italiana Golf
nella foto Matteo Manassero al Castello Masters Costa Azahar, da www.castellomasters.com
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