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Al Team Eagles USA il primo 4 Helmets Trophy dopo una maratona di quasi 4 ore con il Blueteam

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Il Team Eagles USA laza il trofeo

Dopo due stuzzicanti antipasti, finalmente il piatto forte di questo primo 4 Helmets Trophy, l'attesa finale tra il Blueteam e gli americani del Team Eagles USA. Anche il clima ha deciso di essere clemente e dopo una settimana torrida la serata della finale è accarezzata da un venticello fresco che sicuramente spornerà le squadre a fornire un grande match degno dell'attesa che l'ha accompagnato e, naturalmente, di una finale.

Entrambe le formazioni hanno sconfitto la Slovenia (60-0 per l'Italia e 53-0 per il Team Eagles) con discreta facilità, stasera davanti alle tribune della Alfheim Field gremite, colorate e rumorose, ci si aspetta un incontro equilibrato ed emozionante dove finalmente si vedranno all'opera gli attacchi, poco sollecitati negli incontri precedenti. Il Team Eagles deve anche vendicare la sconfitta (20-0) subita una settimana fa, pur se a ranghi ridotti, e dopo 3 ore e 40 di partita e 4 tempi supplementari, sono proprio gli Americani a pareggiare i conti, vincendo 22-20, e conquistare il primo 4 Helmets Trophy.

La Partita

E' Vergazzoli ad aprire la partita. Primo attacco in mano agli americani. Il Team Eagles parte con le corse della loro freccia numero 10, al secolo J. Henderson. La difesa però prende presto le misure e gli yankees sono costretti al punt. Palla in mano al Blue team, ma il defensive team americano non concede che poche yards agli azzurri. Dominano le difese in questo avvio di partita, da una parte e dall'altra, l'attacco USA vive sul gioco di corsa, l'attacco azzurro non riesce a trovare soluzioni efficaci per scardinare la difesa degli Eagles, il risultato è 0-0.

Il secondo quarto si apre con il colpo a sorpresa. Lo confezionano gli Eagles con uno splendido lancio sul running back Fowler direttamente in End Zone. Abbandonate le corse il Team Eagles trova due lanci per chiudere il primo quarto ed aprire il secondo che sbloccano il risultato a favore dei giovani in maglia rossa: 6-0 (niente conversione, non tutti hanno un Vergazzoli). Punti sul vivo gli azzurri provano subito a rispondere, è Petrone che apre per primo la difesa ospite. Lo imita Francesco Gaudio che porta il Blueteam nella metà campo stelle e strisce. Monardi varia il gioco, ma la difesa del Team Eagles riesce a proteggere la propria end zone. Due intercetti, uno per parte, chiudono il primo tempo caratterizzato da un sostanziale equilibrio, ma con il team americano che legittima il vantaggio con le 146 yards corse contro le 86 azzurre.

Al rientro dagli spogliatoi il Blueteam sembra più convinto delle proprie capacità offenisve. Monardi rinuncia al gioco di corsa e distibuisce lanci precisi ed efficaci, l'ultimo è per le mani di uno degli idoli di casa, il numero 88 Mattia Parlangeli è il vantaggio azzurro, considerato che Vergazzoli è una sicurezza. 7-6 e palla agli Eagles. I ragazzi di Coach Olivo sono però entrati in campo trasformati in questo secondo tempo, la difesa chiude ogni varco a Henderson e compagni ed il quarto si chiude ancora con la palla in mano a Monardi.

Il gioco monocorde degli americani non preoccupa più il Defensive team italiano che ha preso le miruse alle corse di Henderson. Cresce anche l'attacco sulle ali di Petrone e Gaudio che con le loro corse frantumano la resistenza USA. Così il vantaggio azzurro tiene ed il Blueteam arriva anche in End Zone, ma gli arbitri vedono un'irregolarità ed il touch down sfuma. Monardi e Arioli però non si impressionano e replicano la stessa azione. Vergazzoli poi mette il sigillo del 14-6 a meno di due minuti dalla fine. Gli Eagles però cambiano gioco: niente corse, lancio per l'uomo che esce. In questo modo in un minuto attraversano tutto il campo ed arrivano in end zone per il 14-12, naturalmente vanno per i due punti e li trovano. 14-14 a 54" dalla fine. Poco per costruire qualcosa. Si va all'overtime.

Il Defensive team azzurro fa in pieno il suo dovere togliendo la palla agli Eagles. L'attacco entra contratto e commette subito una grossa ingenuità: 12 uomini in campo. Ma Monardi mette per tre volte la palla in mano a Petrone e l'11 azzurro conquista il down che tiene accese le speranze azzurre di vittoria. La difesa degli Eagles, infilata tre volte da Petrone, lo ferma le successive tre, così Olivo gioca la carta Vergazzoli, ma il calcio verso i pali del miglior Kicker Europeo viene bloccato dalla difesa americana. Ancora parità, si riparte e nuovamente la difesa azzurra è invalicabile per gli Eagles, così come l'attacco azzurro non riesce a trovare la chiave per aprire la difesa americana. Finchè dopo più di tre ore e mezza di partita (record per il Football Americano tricolore)  gli Eagles trovano il touch down (e la conversione da due punti) con due lanci su Fowler. 14-22 ed ultima palla per il Blueteam. Monardi, Petrone e Airoli confezionano il touch down, per il 20-22, però la conversione non riesce ed il Team Eagles vendica la sconfitta e vince il primo 4 Helmets Trophy.

di Roberto Galletti

 

nella foto la premiazione, di Roberto Galletti



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