Manuel Belletti, la vittoria più bella sulle sue strade pensando a Pantani

“Non lasciatevi ingannare da oggi…ho sofferto all’anca e alle ginocchia in maniera oscena. Se ci sono ancora è perchè voglio esserci domani, poi si vedrà. Comunque domani andrò oltre al male”. Sono le parole di Manuel Belletti (Colnago) alla vigilia della tappa di Cesenatico, la “sua” tappa, quella segnata in rosso nell’agenda alla partenza del Giro. Sulle strade dove ha cominciato a pedalare, le stesse del suo mito Marco Pantani, oggi Manuel è andato oltre al male. Lo ha ingoiato, digerito, esorcizzato, nonostante le ferite impresse sul corpo dalla caduta nella tappa dell’Aquila, per andarsi a prendere davanti alla sua gente in delirio la vittoria più bella. Non ha sbagliato niente, oggi non poteva sbagliare. E’ entrato nella fuga dei 17 partita da lontano, insieme a Wyss (BMC), Bertogliati (Androni), Grivko (Astana), Claude (Bouygues Telecom), Kriit (Cofidis), Mayoz (Footon), Meyer (Garmin), Marzano (Lampre), Lang (Omega), Facci (Quick Step), Stamsnijder (Rabobank), Henderson (Sky), Lewis (Columbia), Horrach e Klimov (Katusha) e Voss (Milram). Ha resistito e gestito le forze sul Barbotto. Ha ricucito tutti gli strappi, provocati soprattutto dal duo “Katusha” Horrach-Klimov. Con un ultimo sforzo si è riportato nel gruppetto di testa emerso nel finale. Ai mille metri ha controllato Henderson (Sky), l’avversario più veloce. Ai 300 lo ha anticipato con uno scatto irresisistibile, si è voltato più volte quasi incredulo prima di alzare le braccia al cielo, urlare e piangere di gioia.
Nulla di fatto nella classifica generale dove Porte conserva ancora per oggi la maglia rosa con un 1' e 42" di vantaggio sul secondo, lo spagnolo Arroyo.
da Federazione Ciclistica Italiana
nella foto Manuel Belletti taglia il traguardo, da www.colnagocsf,com
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