Trasparenza stili sportivi

Intervista a Riccardo Schiroli, Communication Manager della Federazione Italiana Baseball e Softball

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Il battitote si prepara a colpire la palla

Maggio 2010, il vento della crisi che ha spazzato il mondo per tutto il 2009, soffia ancora deciso sul nostro paese, danneggiando e non poco, molte, se non tutte, le attività che caratterizzano la nostra vita. Non viene risparmiato lo sport, naturalmente, che anzi vede diminuire drasticamente gli investimenti sia a livello pubblico che privato con conseguenze evidenti nei risultati degli atleti: le Olimpiadi di Vancouver ne sono un esempio molto efficace, ma anche nella vita delle società: non sono da meno le storie della Nuova AMG Sebastiani di Pallacanestro (la squadra di Napoli esclusa dalla Serie A) o la squadra di Pineto nella massima serie della Pallavolo maschile. C'è chi piange lacrime di coccodrillo, ma non trattiamo di questo sport su queste pagine, e c'è chi si confronta con il calo degli spettatori e dell'interesse. Tra questi e potremmo dire: primo tra questi, il Baseball. Leggiamo sul sito della Federazione un interessante articolo di Riccardo Schiroli: Si fa presto a criticare la IBL. (www.fibs.it/it-it/SI-FA-PRESTO2c-A-CRITICARE-LA-IBL.aspx) sui problemi della Italian Baseball League nuova lega professionistica italiana del Baseball e decidiamo di approfondirlo insieme.

A.S.: Leggendo il suo articolo la prima cosa che lascia perplessi è che si possa confrontare un campionato come quello di Baseball con il 6 Nazioni di Rugby. Sono due mondi totalmente diversi. Siamo curiosi: come e perché qualcuno li ha confrontati?

R. S.: Sono d'accordo anch'io: il campionato di baseball andrebbe al limite paragonato al Super 10. Non certo al "Sei Nazioni", che è un evento centenario, che si gioca in diversi paesi europei e che coinvolge paesi nei quali il rugby è sport nazionale. Al limite, andrebbe paragonato al World Baseball Classic. Ma c'è una frangia di appassionati di baseball vagamente masochista, che ama fare questi paragoni.

A.S.: Andiamo avanti, però. Lei pone due quesiti, uno conseguenza dell’altro, ai quali non dà la sua risposta. Vorremmo girarLe le sue domande e chiederLe: il numero basso di tifosi denunciato nelle prime partite di questo campionato è dovuto ad un calo del seguito che ha questo sport? Al fatto che si paga un biglietto (a Bologna il Football Americano non lo fa pagare, ma non è uno sport prof. In realtà)?
Noi personalmente paghiamo volentieri un biglietto per vedere uno spettacolo che possa trasmettere delle emozioni: film, concerto, evento sportivo che sia. Crediamo, però, che l’idea generale sia che il baseball non sia questo genere di spettacolo, perché secondo lei?

R.S.: Diciamo che il baseball è un po' come l'opera lirica. E' di base "popolare", ma se non lo si ama a prima vista, lo si può arrivare ad apprezzare, ma è difficile che diventi una passione. Io, ad esempio, l'ho amato a prima vista.

Premesso questo, il baseball risente oggi di tutti i fattori che hanno fatto calare il pubblico nello sport italiano, dagli stadi poco moderni alla minor propensione ad entusiasmarsi che la gente ha oggi, sazia com'è di offerta.
Io ricorro sempre a qualche esempio. Quando mi sono avvicinato al baseball frequentavo le medie ed era la fine degli anni '70. Ricordo benissimo che al primo anno delle superiori una delle maniere più agevoli per conoscere le ragazze delle altre classi era parlare di baseball. Ma ci ricordiamo com'era l'offerta di divertimenti, in quegli anni? Nei cinema si fumava, negli stadi da calcio si rimaneva in piedi tutta la partita e si poteva al massimo consumare l'Appia drinkpack, quasi sempre caldiccia.
Anche nei primi anni '80 la sera a Parma c'era al massimo un pub aperto, preso d'assalto. Il baseball era "la moda".
Poi sono passati 30 anni, ai cinema in cui si fumava si sono sostituite le multisala e purtroppo gli stadi da baseball (e da calcio, per la verità) sono rimasti quelli di allora.

A.S.: Lei cosa si aspetta da una partita di baseball? E cosa invece vede oggi? Cosa deve fare il Baseball per diventare più “sexy” nei confronti del pubblico italiano?

R.S.: Io credo essenzialmente che tutto il movimento del baseball debba fare una riflessione per cercare di fare qualcosa nell'interesse dello spettatore pagante. A cominciare dall'abolizione dei doppi incontri. Sono MORTALI per me, che sono un super appassionato e sono anche pagato, per fare la cronaca di partite di baseball. Ma se pagassi io, 2 partite in un giorno di certo non le andrei a vedere.

A.S.: Infine, lei parla di ingresso della Major League? Cosa intende? Come dovrebbe entrare la Major League nel campionato italiano? Che interesse avrebbe a farlo? E’ già successo in altri campionati?

R.S.:  La Major League Baseball sta parlando da anni di entrare come "socio" nel baseball europeo e, in particolare, in quello italiano. Sarebbe un modo di aprire la strada alle squadre di MLB, che potrebbero un giorno disputare gare di campionato qui, come hanno fatto già in Messico e Giappone. Un sogno? Forse, come lo era avere in Italia 16 stadi di standard internazionale. Eppure adesso ci sono.

di Roberto Galletti

 

nella foto un momento di una partita di Baseball, da www.fibs.it

 










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