Trasparenza stili sportivi

Pesaro ha ospitato nel week end lo Stage Estivo di Shotokan Karatedo organizzato dalla SKI-I

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Il maestro Ozakai, coadiuvato dal maestro Lusvardi, tiene la sua lezione

L'orologio indica le 14:30 di Sabato 10 Luglio 2010, dentro al Palazzo dello Sport di Pesaro poca luce, molto caldo ed un inusuale silenzio per uno dei templi della Pallacanestro italiana ed oggi della Pallavolo femminile (gioca qui la Scavolini campione d'Italia). Il primo ad entrare, è proprio il padrone di casa di questo week end marchigiano del Karate. Il Maestro Masaru Miura, padre fondatore della S.K.I.-I e guida di tanti i Karateka italiani giunti qui a Pesaro per lo Stage Nazionale Estivo.

Alle 15:00 è previsto l'allenamento per tutti i Kyu, familiarmente, le cinture colorate, in questa seconda giornata di Stage, e piano piano le tribune iniziano a riempirsi di Kimoni bianchi. Come ci conferma Salvatore Schetto, discepolo del Maestro Miura ed oggi Presidente e Direttore Tecnico della Palestra Heijo Shin Dojo (www.heijoshindojo.it) di Colturano (Milano) anche quest'anno i partecipanti sono più di 300, provenienti da tutta Italia, con alcuni ospiti stranieri provenienti da Slovenia, Ungheria e Romania e con la gradita partecipazione di Karateka di un'altra federazione (I-SKF).

Lo stage è un momento importante di aggregazione, di crescita e di valutazione della propria preparazione (si tengono anche gli esami nella giornata di domenica, oltre i vari corsi e allenamenti).

Quest'anno poi l'incontro estivo è ulteriormente impreziosito dalla presenza del maestro Okazaki, 10° Dan, l'ultimo dei fondatori della JKA (Japan Karate Association) ancora in vita, venuto appositamente dagli Stati Uniti. La sua lezione alle 16:00 è decisamente uno dei momenti più sentiti dell'intero week end. Sul parquet scendono tutte le cinture nere, compresi i Maestri Grosselle, Romeo, Lusvardi, Bossolo e Lucignani, primi allievi del Maestro Miura e veri e propri fondatori della Shotokan Karatedo International - Italia. Nessuno di loro si perderebbe l'opportunità di apprendere le tecniche del Maestro Okazaki. Ma anche le tribune, dove sono assiepati i giovani (e meno giovani) che da poco hanno finito la lezione per i Kyu, osservano in rigoroso silenzio i movimenti dell'anziano maestro proveniente dagli States. Ogni movimento, per un osservatore esterno, sembra un rituale, ogni gesto, anche il saluto, assume una specie di aurea di sacralità da cui trasudano (e nel caldo del Palazzo dello Sport questo è il termine più adatto) impegno, rispetto, ordine, disciplina.

Anche il saluto dei membri della SKI rappresenta fedelmente questo concetto: tutti si salutano pronunciando la parola OSS, che, come ci spiega ancora Salvatore Schetto, vuol dire, convenzionalmente, anche "Ciao", ma, pur nella sua semplicità, rappresenta in realtà molto più di un semplice saluto, è sinonimo di predisposizione ad apprendere, di propensione a percorrere insieme al Maestro ed agli altri allievi un percorso di miglioramento. Letteralmente il significato sarebbe "io passo attraverso la sofferenza", ma anche il significato letterale sarebbe riduttivo rispetto alla complessità del messaggio celato dietro a questo semplice saluto.

Il Karate (che si pronuncia Karatè) è autoriflessione, è ricerca di un percorso di crescita, senza la necessità di aspirare a gloria, onori e premi. Questo lo rende ad oggi ancora refrattario alla trasformazione in uno sport vero e proprio, come invece ha già fatto da tempo il Judo e forse, al momento, è giusto così. Come ci ricordava il Maestro durante i Campionati Nazionali a Salsomaggiore Terme, la vittoria o la sconfitta in una gara sono frutto di eventi, sono situazioni momentanee, il Karate vuole andare comunque oltre a questo.

Ne è prova lampante il sudore che cola dalla fronte di moltissimi dei partecipanti all'ora intensa, ancor di più nel caldo quasi irrespirabile del palazzo dello sport di Pesaro, dell'allenamento con il maestro Okazaki. Un'ora imperdibile per ciascuno dei partecipanti a questo stage di Luglio. Un'ora che sarà parte per sempre del loro bagaglio tecnico e umano. Un incontro, quello con il maestro, su cui riflettere in attesa del prossimo stage d'autunno.

di Roberto Galletti

 

nella foto un momento della lezione del maestro Okazaki, di Roberto Galletti



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Commenti (3)
  • Dimitri  - bravi!
    ah son contento che siete venuti!!! allora eri tu quello che faceva le foto sugli spalti sabato pomeriggio!!!
  • Roberto  - Ebbene sì
    Ebbene sì. Siamo venuti. E, naturalmente, ero proprio io quello che girava per le tribune e scattava foto. Continueremo a venire agli eventi della SKI-I.
    Ciao
    roberto
  • Anonimo
    che bell'articolo!!! complimenti!

    oss!
    Mirko
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