Quando il problema è la mancanza di continuità
Lunedì 05 Dicembre 2011 22:02

Che la World Cup 2011 fosse al centro dell'attenzione in questa settimana è indiscutibile. Che in tanti confidassimo sulla qualificazione olimpica della squadra di Berruto è altrettanto indiscutibile, che adesso si rimpianga il brusco stop a pochi metri dal traguardo è anche questo un dato di fatto. Con molta onestà nessuno credeva nella vittoria, troppo forte la Russia, ma il terzo posto ai danni del Brasile, soprattutto dopo averlo sconfitto 3-2, sembrava in realtà alla nostra portata. Invece la macchina da guerra azzurra, si è inceppata varie volte nel torneo ed in un torneo del genere, perdere colpi qua e là è grave come per un corridore al Tour che perda minuti, anche pochi, ma una tappa dopo l'altra ed alla fine si ritrova lontano dal podio. Si chiama continuità e spesso è il punto debole delle nostre nazionali. Soprattutto maschili.
Un altro esempio di quanto detto sono le nazionali di sci. Lo sport dell'inverno che fatica ad entrare nel vivo, un po' perchè in Europa, meglio, sulle Alpi, manca la neve, un po' perchè in Italia mancano le vittorie. Gli uomini negli ultimi anni si sono aggrappare agli acuti di Manfred Moelgg o di Christof Innerhofer o di Cristiano Razzoli, acuti sporadici, in un mare di niente. Oggi il massimo è un dodicesimo posto di Davide Simoncelli. Meglio le donne, come al solito, che non hanno portato l'oro olimpico recuperato in estremix da Razzoli a Vancouver, ma dispongono di risultati di rilievo più continuativi nel tempo ed anche in questo periodo di carestia possono vantare un sesto posto di Johanna Schnarf. Altra conferma viene dal tennis. Mentre in Spagna si giocava la finale della Coppa Davis tra i padroni di casa guidati da Nadal e l'Argentina (Coppa vinta dalla Spagna per la quinta volta) in Italia si festeggiavano le campionesse azzurre, Schiavone e Pennetta con una sfida all'insegna dello spettacolo tra le sorelle d'Italia e le sorellone Williams.
E' vero la vittoria delle azzurre nella grande sfida è mero show e poco sport, ma il punto è un altro. Esistono due tenniste italiane vincenti, in grado di attirare al Forum 11.000 persone per vederle giocare e fare spettacolo contro due giocatrici che hanno segnato la storia del tennis rosa degli ultimi anni. Questo perchè Pennetta e Schiavone con continuità occupano le prime posizioni del ranking mondiale e regalano soddisfazioni ai tifosi azzurri. Quale tennista della pur promossa formazione di coach Barazzutti, potrebbe essere paragonato a Flavia e Francesca? Un match tra Seppi e Fognini contro, per esempio, Djokovic e Tipsarevic più che "La grande sfida" dovrebbe chiamarsi "L'inutile massacro".
Pensando a questo titolo, vengono in mente le ultime partite degli Aironi Rugby. La crescita della franchigia italiana in Celtic League, sembra improvvisamente essersi arrestata. Il 50-10 con cui i mantovani sono stati sepolti dall'Edimburgo è un risultato pesante che è sintomo della difficoltà che la squadra di Viadana incontra nel suo percorso di crescita. Difficile partire da zero e lottare con club che sono la massima espressione del Rugby continentale. Fa meno fatica ed i risultati lo dimostrano la Benetton Treviso che dopo un primo anno di rodaggio, oggi gioca e vince, anche fuori casa. Il sesto posto in classifica è la conferma di una crescita lenta, ma continua. Riuscirà Mauro Bergamasco a portare agli Aironi l'esperienza e la forza mentale per tornare a crescere?
E riusciranno Pianigiani e Ricchini a trasferire la mentalità vincente dei loro club, nelle rispettive squadre nazionali. Il Basket azzurro ha bisogno di successi. I tornei di qualificazione per l'europeo del 2013 sono un'ottima occasione per riabituarsi a vincere. Sia il torneo maschile che quello femminile, non presentano difficoltà insuperabili. Ha ragione Dino Meneghin, dobbiamo puntare a qualificarci in entrambe le competizioni. Non possiamo permetterci di venire eliminati. Soprattutto i citati coach azzurri devono trovare la formula per ridare continuità di risultati a due movimenti che da diverso tempo non trovano che sparuti picchi, dispersi in un mare di eliminazioni sul campo.
Chiudiamo con due esempi di continuità sorprendente. Il primo positivo. C'è una squadra campione d'Italia in carica, che si è permessa il lusso di mettere fuori rosa quattro giocatori chiave, oltre tutto in un momento cruciale della stagione europea, senza per questo smettere di vincere in campionato. Parliamo dell'Edera Trieste, campione d'Italia dell'Hockey In Line ed attuale leader della classifica in Serie A, che dopo aver escluso dalla rosa quattro uomini chiave (i quattro sloveni) ha vinto domenica in casa dell'Asiago Vipers altra squadra che ha vinto per anni il campionato. Il secondo, meno. C'è una squadra nella Serie A del Calcio Femminile che lotta come una tigre, (si chiamano tigrotte non a caso le giocatrici) ma che con costanza sbalorditiva cerca di non vincere. Si chiama Chiasiellis e nell'ultimo turno di campionato, per mantener fede al suo credo ha pareggiato in casa, ma soprattutto ha sbagliato ben due rigori, uno a fine primo tempo e l'altro ad inizio secondo. Anche questa, in un certo senso è continuità.
di Roberto Galletti
nella foto Simone Parodi, da www.fivb.org



