Trasparenza stili sportivi

Continua la magia del volley azzurro in rosa

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Paola Croce piange di gioiacon il premio per l'MVP del match

Titoli, immagini, prime pagine, non possono che essere riservati a loro. Alle campionesse azzurre della pallavolo che stanno dominando la World Cup 2011 in Giappone. Nessuno avrebbe scommesso un euro su un risultato simile, invece il guru della pallavolo femminile italiana, al secolo Massimo Barbolini, è riuscito nell'impresa di trasformare in successo nazionale il lavoro di un intero movimento. E' vero, mancano ancora tre partite e se... Ecco, l'Italia vista giocare sino ad oggi, quel "se" non lo merita. Merita fiducia ed entusiasmo. Merita complimenti e tifo. Merita che la sua leader, Eleonora Lo Bianco, alle 500 (ormai di più) partite in azzurro possa essere portabandiera dell'Italia a Londra.

Dopo anni di lavoro oscuro, la pallavolo femminile oggi ha trovato il cambio generazionale, ha trovato vivai ricchi nonostante le straniere non siano poche, ha trovato la possibilità di fornire talenti ai mercati ricchi. La pallavolo femminile può essere un modello per tutto quello sport italiano di serie B rispetto al calcio, che vuole emergere e trovare risultati e sponsor.

Un po' quello che dovrebbe fare il Basket. Ma che non farà mai, finché il campionato sarà giocato solo ed esclusivamente da mercenari americani con improbabili passaporti europei. Sì, costano meno; sì, assicurano lo spettacolo ed il palazzo pieno; però garantiscono alla nazionale un ruolo da comprimaria del Basket che conta. Quello che riesce a sfornare play e pivot autoctoni senza dover sempre ricorrere a giocatori yankees. Il campionato italiano di Serie A è bello, avvincente, incerto, ma non aiuta la nazionale e questo, alla lunga, non paga.

La speranza è che altri sport in rosa, seguano la pallavolo femminile, a partire magari dal Basket, ma anche il calcio. Purtroppo nel calcio la provincializzazione forzata dal fratello maggiore, agisce da deterrente per i grandi sponsor, per la televisione. In un paese legato visceralmente ai tabù, ai rituali, alle tradizioni e, perchè no, un po' maschilista, il calcio femminile farà sempre fatica ad emergere. Dovrà sgomitare, molto. Serve, come l'aria, un successo azzurro.

Anche se, altri sport insegnano, la vittoria della nazionale non è tutto, deve essere accompagnata dalla continuità, da un prezioso lavoro di marketing. Altrimenti si finisce come nella pallanuoto maschile, con la nazionale campione del mondo e lo sport relegato nelle pagine di fondo dei giornali. O come l'Hockey In Line con il blue team vice-campione del mondo e la Serie A1 che perde i pezzi e non trova spazi.

Per non parlare di sport minori, anche se affascinanti come lo short track (da sempre foriero di medaglie per gli azzurri) la ginnastica acrobatica, l'Orientering, il Basket in Carrozzina, di cui, veramente, non parla mai nessuno.

Forse perchè troppo impegnato a parlare degli sport che fanno vendere: Calcio e Formula 1. A proposito. Si è corso ad Abu Dhabi. La notizia, unica, è che Vettel ha commesso il primo errore dell'anno ed è uscito. fine. Hamilton ha vinto, Alonso è arrivato secondo, Button si è sudato il terzo posto, gli altri hanno guardato, mentre i tifosi hanno sonnecchiato. Per fortuna manca solo una gara. Dopo di che, anche nella Formula 1, non resta che aspettare e sperare che il 2012 sia un anno migliore.

di Roberto Galletti

 

nella foto Paola Croce, libero ed MVP dell'Italia, da www.fivb.org

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