Vettel è il re della settimana, Flavia Pennetta la quasi-regina
Lunedì 10 Ottobre 2011 21:21

Sebastian Vettel ha chiuso i giochi per il mondiale al primo match-ball. Mancava un punto al campione in carica per bissare il successo dello scorso anno, così il più giovane vincitore di due mondiali consecutivi a Suzuka (Gran Premio del Giappone) si è accontentato di un terzo posto, del gradino più basso del podio, lasciando la scena, da vero campione ai rivali più accreditati: Button e Alonso. Al nostro Ministro degli Esteri, Frattini, non piace l'asso franco-tedesco, ma in Formula 1 ha funzionato benissimo: motori Renault, pilota tedesco, scuderia austriaca. Nella Red Bull che ha dominato il mondiale, l'unica presenza tricolore sono i pneumatici, ma non è necessario vantarsi, visto che Pirelli equipaggia tutte le case. In attesa che la Ferrari torni a vincere, proclamiamo Flavia Pennetta regina della settimana. La brindisina non ha vinto nulla, meglio non ha vinto il torneo a cui stava partecipando, ma è risalita in classifica e soprattutto ha battuto la numero uno del mondo, la danese Wozniacki nei quarti di finale. Una piccola impresa che sicuramente le vale foto e titolo.
Ma questa è stata la settimana in cui hanno preso il via praticamente tutti i campionati nazionali degli sport di squadra. A quelli già attivi, come l'Hockey su ghiaccio che dopo cinque giornate vede in testa la coppia Bolzano-Fassa; come la pallavolo maschile anch'essa dominata da una coppia inedita: Macerata e Modena; e come la Celtic League, (perdonateci ma il nome ufficiale legato allo sponsor è così poco attraente, così poco aristocratico, regale, insomma, in una parola è così "brutto" che preferiamo continuare a chiamare il torneo della lega celtica con il suon nome originale) dove gli Aironi crescono, ma faticano sempre a vincere. Si sono uniti, mentre in Nuova Zelanda ancora si vive del mondiale, i campionati nazionali di Rugby: hanno aperto le danze sia il torneo di Eccellenza con la vittoria per le finaliste dello scorso torneo, sia la Serie A femminile.
Anche il calcio femminile ha dato il via al suo torneo di Serie A1, tutte a caccia della plurititolata Torres. Tra le favorite per il ruolo di antagonista: Brescia e Tavagnacco, ma anche Bardolino e poi, spazio alle sorprese come il Torino partito con un netto 3-0 fuori casa.
Tra sabato e domenica è stato il turno di due dei campionati più seguiti a livello nazionale: il Basket di Serie A e la Pallavolo femminile. Campionati tanto amati e seguiti, quanto in preda a crisi di identità e di regolamenti. Entrambe caratterizzati dall'incapacità di scrivere regole certe e quindi applicabili, non tanto per il gioco, quanto per le condizioni al contorno, leggasi mercato, tesseramenti degli stranieri e regolamentazione di ripescaggi e retrocessioni.
Entrambe provenienti da una cocente delusione nei rispettivi tornei continentali, entrambi afflitti da una problematica legata al quantitativo di stranieri tesserati. Entrambi costretti a gestire situazioni complesse come il ripescaggio di Venezia per il Basket e la crisi tra Novara e FIPAV e tra Piacenza e Forlì per la Pallavolo. Purtroppo il principale problema italico è l'incapacità di vedere oltre i propri interessi di parte e questo si riflette su tutto, anche su "quisquilie e pinzillacchere" come avrebbe detto qualcuno del passato, come ill caso Virtus-Bryant.
Kobe non è in Italia, non è venuto e forse non verrà; forse farà una partita-esibizione, sicuramente si è persa un'altra occasione per fare qualcosa di fuori dal normale. Ma in fondo è giusto così, sarebbe stato impossibile pensare che all'improvviso tutti rinsavissero e pensassero alla possibilità reale di godere dello spettacolo del più forte giocatore del mondo che calca i nostri poveri parquet, i campi di una nazione che agli Europei ha mostrato tutti i limiti del suo basket.
Difficile comunque dopo la prima giornata fare analisi tecniche su quello che si è visto in campo. La speranza piuttosto è di vedere sempre più sport e sempre meno tribunali, diffide, ripescaggi, proteste, boicottaggi. Sperando di non vedere, tra tre mesi, anzi meno, una squadra di Serie A1 di pallanuoto femminile, la Rari Nantes Bologna, che si ritrova senza piscina, perchè qualche funzionario zelante del CONI si è rifiutato di concedere ad una città intera una proroga equa, 12 mesi, per realizzare il progetto di acquisto della piscina da 50 metri di Bologna.
Il CONI ha negato la proroga richiesta dalle società sportive che, come la Rari Nantes, usano la piscina e dal Comune di Bologna, per motivi ignoti, tra i quali sicuramente non rientra il favorire della pratica sportiva da parte dei giovani e dei campioni che si stanno allenando per le Olimpiadi di Londra. Il CONI non paga nulla per l'impianto. Però vuole far cassa, sulle spalle di chi fa sport. Come sempre torniamo al semplice concetto del non vedere oltre i meri interessi personali.
La Rari Nantes invece investe sui giovani ed ha iniziato la stagione, sperando che qualcuno rinsavisca. L'augurio però va esteso in molte direzioni, sono tanti gli sport in difficoltà, con società che rinunciano ai campionati, con nazionali che vivono nello sconforto di risultati che non arrivano. Torniamo al re (più che alla regina, purtroppo) e prendiamo esempio. Vettel e la Red Bull sono un team europeo vincente. Unendo le eccellenze si raggiungono i grandi risultati, pensando solo al proprio campanile, si è destinati a durare il tempo del passaggio di una stella cadente.
di Roberto Galletti
nella foto il sorriso di Flavia Pennetta, da www.federtennis.it



